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Il Dresden Green (inglese), Dresdner Grüne (tedesco), o Verde di Dresda (italiano) è un raro diamante di tipo IIa, di taglio brillante a goccia modificato (detto anche pendeloque), dotato di buona simmetria - caratteristica inusuale al tempo della sua lavorazione. 

Pesa 41 carati e ha 58 faccette (33 sulla parte superiore e 25 su quella inferiore). 

L’Istituto Gemmologico Americano (GIA) ne ha classificato come: Verde medio, leggermente grigiastro (uniforme, probabilmente dovuto a radiazioni ionizzanti da raggi gamma), di limpidezza VS1 e non fluorescente

Il Dresden venne importato da Golconda (India), prima del 1727 (appare anche in una lettera del Barone Gautier del 1726), da un certo Marco Mosè (Marcus Moses), un importante mercante londinese. 

Apparentemente, il primo riferimento scritto della sua esistenza (in tal caso la pietra doveva già essere in Europa) si trova nel The Post Boy, un giornale della capitale inglese. 

Nel numero del 25 e 27 ottobre 1722, si poteva infatti leggere: "... grande diamante, che è di un bel colore verde smeraldo, ed è stato con sua Maestà (Augusto II, detto il Forte, elettore di Sassonia, NDR) quasi un'ora. 

Sua Maestà fu molto contento di tale vista. 

Si dice che non se ne siano mai visti simili in Europa, essendo libero da ogni difetto.” 

Il monarca eventualmente acquistò la gemma nel 1741. 

Un anno dopo, Il gioielliere di corte, Johann Friedrich Dinglinger, incastonò la pietra in un monile dedicato all'Ordine del Vello d'Oro (di cui Augusto II era membro). 

Tuttavia, nel 1746, l’opera di Dinglinger venne sostituita da quella del maestro orafo di Ginevra Andrè Jacques Pallard. 

Durante le Guerre dei Sette Anni (1756-63), quelle Della Liberazione (1813) e poi ancora durante la Seconda Guerra Mondiale, il prezioso cristallo viene messo al sicuro all’interno della Volta Verde, nella vecchia Fortezza di Konigstein. 

Dopo il secondo dopoguerra e la sconfitta della Germania, la gemma venne portata in Russia, ma fu restituita 13 anni dopo (1958). 

Nel 1972, la Volta Verde (e con essa anche il Dresden Green) venne aperta al pubblico. 

La grande gemma venne analizzata nel dettaglio ben due volte negli ultimi 100 anni, prima nel 1925, dai Professori tedeschi Rösch e Krümbhaar, poi ancora dal GIA (la sua storia appare su un articolo del G&G, inverno 1990), nel 1988. 

Il grande cristallo ha recentemente (dal 25.11.2019 al 01.03.2020) impreziosito una mostra al Metropolitan Museum of Art di New York. 

Durante la sua assenza, la Volta Verde, che lo ospitava, fu fondamentalmente riprogettata e integrata in un'architettura moderna, con pareti a specchio e un'atmosfera verde brillante. 

Tornato a Dresda, a causa delle restrizioni anti-Covid, il gioiello/diamante ha ripreso il suo posto nella volta. 

Tra le innovazioni proposte in essa, i visitatori possono oggi ammirare le ricostruzioni virtuali che illustrano come il Dresden Green come appariva e come veniva indossato prima delle varie fasi della sua esistenza. 

Immagini macroscopiche dettagliate, risultati di una scansione 3D e affascinanti fatti storici completano la nuova presentazione del Verde di Dresda. 

A differenza di molti antichi diamanti ritenuti maledetti, come per esempio l’Orlov o il Koh-i-Noor, si dice che il Dresden Green porti fortuna.

Esso non va confuso col English Dresden (Dresda Inglese), una gemma da 76,5 carati, di taglio a goccia, incolore (D), noto per essere di purezza eccezionale (IF). 

La grossa pietra (119,5 carati quando era grezzo) fu acquistata dal gioielliere inglese Mr. E. H. Dresden, dal quale prende il nome e fu trovata nel distretto di Bagagem del Brasile, nel 1857.

Articolo di: Dario Marchiori

Fonti: blog.arpegediamonds.com, original-diamonds.com, Wikipedia, gruenes-gewoelbe.skd.museum, G&G, naturallycolored.com

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