I Diamanti Africani Prima Del 1866 | Rare diamonds, gems, jewelry, gemology and NFT
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Diamanti e storia

Il diamante, una delle gemme più preziose e affascinanti del mondo, ha una storia antica e misteriosa in Africa. 

Prima che i giacimenti di diamanti fossero scoperti ufficialmente nel 1866 in Sudafrica, esistevano già diverse leggende, storie e testimonianze che parlavano di questa pietra scintillante in varie regioni del continente. 

Tuttavia, non sempre è facile distinguere tra mito e realtà, tra fonti attendibili e narrazioni fantasiose. 

La documentazione storica su questo argomento può essere scarsa o contraddittoria, e le tradizioni locali possono variare da luogo a luogo. 

Vediamo alcune delle storie e testimonianze più interessanti che sono state tramandate:

La leggenda del Re Salomone e i diamanti di Ofir: Secondo alcuni testi religiosi, come la Bibbia e il Corano, il Re Salomone era famoso per la sua ricchezza e la sua saggezza, e possedeva e commerciava diamanti. 

Si dice che avesse un rapporto commerciale con la terra di Ofir, una regione misteriosa che alcuni ritengono fosse situata nell’Africa orientale o meridionale. 

Tuttavia, non ci sono prove archeologiche dirette che confermino questa leggenda, e la sua veridicità storica è ancora oggetto di dibattito.

La regina di Saba, o Sheba, è una figura leggendaria contemporanea a quella di Re Salomone che era a capo del Regno di Axum, nell'attuale Yemen nel I millennio a.C. 

La sua storia è raccontata nella Bibbia, nel Corano e in altri testi antichi. 

Nella Bibbia, la regina di Saba si reca a Gerusalemme per visitare proprio Salomone, re d'Israele. 

Il sovrano è famoso per la sua saggezza e la sua ricchezza, e la regina è desiderosa di conoscerlo di persona. 

La regina porta con sé un ricco dono per Salomone, che include "oro in grande quantità e pietre preziose" (1 Re 10:10). 

La Bibbia non specifica quali pietre preziose siano incluse nel dono della regina. 

Tuttavia, alcuni studiosi ritengono che i diamanti possano essere stati inclusi. 

Il diamante è una pietra preziosa rara e preziosa, ed è possibile che la regina di Saba ne fosse a conoscenza. 

Inoltre, il regno di Saba si trovava in una regione non troppo lontana. 

Per esemio, in Etiopia sono state scoperte alcune miniere di diamanti alluvionali nel 1990 e sono state sfruttate da piccoli minatori artigianali. 

UN deposito che invece risulta fuorviante è quello di Ma'rib, che si trova a circa 150 chilometri a nord-est di Axum. 

Conoosciuti sin dall’antichità, i cosiddetti diamanti di Ma'rib sono in realtà brillanti cristalli di quarzo. 

La storia della regina di Saba è controversa, e la sua esistenza è stata messa in dubbio da alcuni studiosi. 

Anche se la regina di Saba fosse realmente esistita, non è certo che conoscesse i diamanti.

I fenici: I fenici erano un popolo di commercianti che si insediarono sulle coste del Mediterraneo orientale. 

Erano noti per le loro navi, che erano tra le più avanzate del tempo. I fenici commerciavano con molte parti del mondo, tra cui l'Africa. 

Si dice che tra le pietre preziose potessero esserci anche dei diamanti. 

Alcuni riferimenti indiretti potrebbero provenire dalla Bibbia (il Re di Tiro, per esempio). 

SI pensa che tra gli articoli scambiati da questi grandi mercanti che salvaguardavano ferocemente i propri segreti ci potessero essere anche queste gemme che in tempi antichi potevano essere difficili da riconoscere, soprattutto se non erano estremamente pure e incolori. 

commerciavano con i diamanti in Africa settentrionale e sub-sahariana, probabilmente già dal II millennio a.C. 

Lo storico greco Erodoto (484-425 a.C.) menziona i fenici come commercianti di pietre preziose in Africa.

I greci ed i romani: I romani conquistarono l'Africa settentrionale nel I secolo a.C. e continuarono il commercio ddi pietre (forse anche sporadicamente i diamanti, anche se non vesistono testimonianze dirette attendibili) ei diamanti con le popolazioni locali. 

Cornelio Balbo, un console romano, condusse una spedizione in Africa sub-sahariana che raggiunse il fiume Niger nel 19 a.C.

I diamanti etiopi: Un autore che tratto’ dei diamanti nella sua opera fu Plinio il Vecchio. 

Nel libro XXXVII, capitolo 15, Plinio descrive le varie qualità e provenienze dei diamanti. 

Egli dice che i migliori sono quelli che provengono dall’India e dall’Etiopia, e che sono usati come ornamenti dai re e dai principi. 

Non fa alcun riferimento all’isola di Meroe o al regno di Kush. Egli narra:

“Alcuni diamanti sono di colore bianco latteo, altri sono di un bianco più puro; alcuni sono trasparenti come il cristallo, altri hanno una tinta giallastra o rossastra. 

I migliori sono quelli che hanno un riflesso simile a quello dell’olio. 

I diamanti si trovano in India, in Etiopia, in Arabia, in Macedonia e in Cipro; ma quelli di India e di Etiopia sono i più belli e i più grandi.”

Plinio non dà ulteriori dettagli sui diamanti etiopi, ma si limita a dire che sono molto apprezzati dai re e dai principi, e che sono usati per ornare le spade e le corone. 

Non è chiaro se Plinio abbia avuto una conoscenza diretta dei diamanti etiopi o se si sia basato su fonti precedenti.

Tra gli altri autori che hanno fatto riferimento ai diamanti etiopi ci sono anche auttori ellenici antichi:

Strabone, geografo greco del I secolo a.C., che nel libro XVI della sua Geografia dice che i diamanti si trovano in Etiopia e in Arabia, e che sono usati per ornare le statue degli dei.

Eliano, scrittore greco del II-III secolo d.C., che nel libro XII della sua Storia varia dice che i diamanti si trovano in Etiopia e in India, e che sono usati per ornare le armi e le vesti dei re.

Solino, scrittore latino del III secolo d.C., che nel capitolo 45 del suo De mirabilibus mundi dice che i diamanti si trovano in Etiopia e in India, e che sono usati per ornare le spade e le corone dei re.

Oggi si conoscono alcuni depositi alluviali o alluvionali di diamanti etiopi che si trovano in alcune regioni del paese, tra cui: La regione di Oromia, che si estende dal centro al sud-est dell’Etiopia e che comprende le zone di Bale, Arsi, West Hararghe e East Hararghe. 

Queste zone sono caratterizzate da altipiani vulcanici e da valli fluviali, dove sono stati rinvenuti diamanti alluvionali di piccole dimensioni e di bassa qualità. 

Altri depositi noti sono situati nella regione di Amhara, che si estende dal nord al centro dell’Etiopia e che comprende le zone di North Wollo, South Wollo e North Shewa. 

Queste zone sono caratterizzate da altipiani montuosi e da bacini lacustri, dove sono stati rinvenuti diamanti alluvionali di piccole dimensioni e di bassa qualità. 

Infine, alcuni diamanti sono stati recuperati nella regione di Tigray, che si estende dal nord-est al nord dell’Etiopia e che comprende le zone di Central Tigray, Eastern Tigray e Southern Tigray. 

Queste zone sono caratterizzate da altipiani rocciosi e da depressioni desertiche, dove sono stati rinvenuti diamanti alluvionali di piccole dimensioni e di bassa qualità.

Gli Arabi: Alcuni autori del Medio Oriente hanno menzionato l'Africa come fonte di diamanti, tra loro, brevi riferimenti provengono da:

Al-Biruni: Nel suo libro "Kitab al-Jamahir fi Ma'rifat al-Jawahir" (Il Libro della Conoscenza delle Pietre Preziose), scritto nel XI secolo, ha descritto le proprietà, l'origine e gli usi di varie gemme, compresi i diamanti. 

Ha anche menzionato che i diamanti venivano trovati in India ed Etiopia e che venivano scambiati con Arabia e Persia. 

Ha anche scritto sulla leggenda dell'aquila che raccoglieva diamanti nella valle dei serpenti.

Ibn Battuta, nel suo libro "Rihla" (I Viaggi), scritto nel XIV secolo, ha narrato i suoi viaggi attraverso l'Asia e l'Africa e ha menzionato di aver visto diamanti in India, Mali ed Etiopia. 

Ha anche scritto sulle usanze e le credenze delle persone che usavano i diamanti come ornamenti o valuta.

I berberi: I berberi sono un gruppo etnico che vive in Nord Africa. 

Hanno una lunga storia di commercio con i diamanti. 

Nel XVIII secolo, un mercante olandese, Jan Janszoon Struys, scrisse di aver visto i berberi commerciare con i diamanti nella regione di Sierra Leone.

Un misterioso diamante nero: Nel 2008, un cacciatore di tesori inglese ha fatto una scoperta straordinaria in un campo fangoso nel Leicestershire, nell'Inghilterra delle Midlands Orientali. 

Con l'aiuto del suo metal detector, ha rinvenuto un prezioso anello d'oro incastonato con un raro diamante nero, datato con alta probabilità all'XI secolo d.C. 

Si presume che questo gioiello possa aver appartato a un ecclesiastico di alto rango o persino a un membro della Famiglia Reale, dato che all'inizio del secondo millennio, le persone comuni nelle isole britanniche non avevano l'accesso né ai mezzi né allo status necessari per possedere oggetti d'oro.

La scoperta di questo anello solleva interrogativi intriganti sulla provenienza di tali gemme, considerando che la loro origine in quel periodo era del tutto inusuale. 

Si ritiene che questo particolare diamante nero sia giunto dall'Africa, il luogo in cui questi diamanti di colore sono ancora reperiti oggi, insieme al Brasile.

Diamanti in Algeria: Un articolo del giornale francese Le Moniteur universel del 13 settembre 1833 riporta la notizia che un gruppo di soldati francesi ha trovato 3 diamanti nel deserto algerino. 

Le pietre erano state recuperate nei pressi di un villaggio chiamato Bilād-al-mās, che, guarda le coincidenze, significa "Paese dei diamanti". 

Un libro di Édouard de Saussure, Voyage dans les Alpes et dans les parties adjacentes de la Suisse, de la Savoie, de la France, de l'Italie et de l'Allemagne, pubblicato nel 1837, contiene un riferimento ai diamanti di Bilād-al-mās. 

Saussure scrive che i diamanti sono stati trovati nel deserto algerino fin dall'antichità, e che sono ancora oggi oggetto di commercio

Un altro articolo del giornale francese Le Constitutionnel del 21 marzo 1838 riporta la notizia che un gruppo di ricercatori francesi ha condotto un'indagine sul campo nei pressi di Bilād-al-mās. 

L'indagine ha confermato la presenza di diamanti nella zona, e ha stimato che la riserva potrebbe essere molto grande.

Le testimonianze dei viaggiatori e degli esploratori: Nel corso dei secoli, molti viaggiatori, esploratori e mercanti hanno visitato l’Africa e hanno raccontato le loro esperienze e le loro scoperte. 

Tra queste, ci sono alcune testimonianze che fanno riferimento alla presenza di pietre preziose, tra cui i diamanti, in diverse zone dell’Africa. 

Queste testimonianze potrebbero essere basate su osservazioni dirette o su informazioni raccolte da altre fonti. 

Tuttavia, bisogna tenere presente che molte di queste testimonianze potrebbero essere imprecise o esagerate, e potrebbero non essere supportate da prove concrete.

• Vasco da Gama, il navigatore portoghese che raggiunse l'India navigando intorno all'Africa nel 1497-1499. Riportò di aver visto diamanti nel regno di Sofala, nell'attuale Mozambico, e che venivano scambiati con l'India e l'Arabia. Nonostante questo stato sia noto oer altre gemme (Rubini e tormaline per esempio, il governo del Mozambico ha confermato l'esistenza di diamanti nel distretto di Massangena, nella provincia di Gaza, e sono attualmente (2023) in corso ricerche condotte da aziende nazionali e straniere. Le province di Niassa, Tete, Manica, Zambezia, Sofala, Inhambane, Gaza e Maputo sono identificate come quelle che ospitano progetti di ricerca e prospezione di diamanti.

• João de Barros, lo storico portoghese che scrisse un dettagliato resoconto delle scoperte e delle conquiste portoghesi in Asia e in Africa nella sua opera "Décadas da Ásia," pubblicata tra il 1552 e il 1615. Descrisse le miniere di diamanti di Sofala e Benin e il commercio di diamanti con l'India.

• Nel XVI secolo, il viaggiatore portoghese Tomé Pires scrisse di aver sentito parlare di diamanti nella regione del fiume Cuango, in Angola.

• Il mercante e esploratore olandese Jan Janszoon Struys, nel suo resoconto di viaggio del 1668, descrisse la scoperta di diamanti nella regione di Sierra Leone.

• Jean-Baptiste Tavernier, il viaggiatore e gioielliere francese che visitò l'India e la Persia sei volte tra il 1631 e il 1668. Scrisse un famoso libro chiamato "Les Six Voyages de Jean-Baptiste Tavernier," pubblicato nel 1676, in cui descrisse le miniere di diamanti di Golconda, nell'odierna India. Riportò anche alcuni dei diamanti più famosi della storia, come il Tavernier Blue, in seguito noto come Hope Diamond. Nelle sue parole (tradotte dal francese): "Il commercio che i portoghesi conducono in questo luogo [Mozambico] riguarda solo l'avorio e l'oro; anche se alcuni affermano che c'è una miniera di diamanti non lontano di là verso l'Etiopia. Ma io non ho mai visto alcun diamante proveniente da lì; né ho mai incontrato alcuna persona che ne avesse visto." (Libro V, Capitolo XI)

• Mungo Park, l'esploratore scozzese che viaggiò in Africa occidentale due volte tra il 1795 e il 1806. Scrisse un libro chiamato "Travels in the Interior Districts of Africa," pubblicato nel 1799, in cui menzionò di aver visto diamanti nel regno di Manding, nell'odierna Mali, e che venivano usati come ornamenti dalla popolazione locale.

• Il geografo scozzese James McQueen, nel suo libro "A Geographical Survey of Africa" pubblicato nel 1840, fece riferimento alla presenza di diamanti nella regione di Golconda (nome derivato dal famoso Regno in India) in Sudafrica.

• David Livingstone, il missionario ed esploratore scozzese che attraversò l'Africa da est a ovest tra il 1852 e il 1856. Scrisse un libro chiamato "Missionary Travels and Researches in South Africa," pubblicato nel 1857, in cui menzionò di aver visto diamanti nel regno di Lunda, nell'odierna Angola e Congo, e che venivano usati come moneta dalla popolazione locale.

• John Hanning Speke, nel suo libro "Journal of the Discovery of the Source of the Nile" (1863), scrisse di aver visto diamanti nel regno di Manding, nell'odierna Mali, e che venivano usati come ornamenti dalla popolazione locale. Scrisse anche di aver sentito da un mercante arabo che esistevano miniere di diamanti nel regno di Lunda, nell'odierna Angola e Congo, e che venivano usati come moneta dalla popolazione locale.

• Richard Burton (non l’attore), nel suo libro "First Footsteps in East Africa" (1856), scrisse di aver visto diamanti nel regno di Shoa, nell'odierna Etiopia, e che venivano usati come ornamenti dalla popolazione locale. Scrisse anche di aver sentito da una guida somala che esistevano miniere di diamanti nel regno di Ajan, nell'odierna Somalia, e che venivano scambiati con l'India e l'Arabia.

Oltre alle testimonianze dei viaggiatori e degli esploratori, esistono anche leggende e tradizioni locali che raccontano di pietre preziose, tra cui i diamanti, in diverse culture africane. 

Queste storie spesso esprimono il valore e il potere attribuiti ai diamanti, ma possono anche includere elementi fantastici e simbolici. 

Vediamo alcuni esempi:

Gli Zulu: Gli Zulu sono una tribù bantu del Sudafrica che ha abitato la regione del KwaZulu-Natal per secoli. Sono un popolo guerriero che ha fondato un potente regno nel XIX secolo. Gli Zulu sono famosi per la loro cultura ricca e vibrante, che include la musica, la danza e l’artigianato. Secondo una leggenda zulu, le stelle cadenti erano in realtà frammenti di diamanti che venivano dal cielo. Queste gemme erano considerate doni degli dei e simboli di fortuna e prosperità.

Le tribu’ San: I San sono un gruppo di popoli indigeni dell’Africa meridionale che hanno vissuto nel deserto del Kalahari per secoli. Sono un popolo di cacciatori-raccoglitori che vive in piccoli gruppi nomadi. Tra i racconti tradizionali dei San, ci sono quelli che parlano delle “luci dei diamanti”, riferendosi alle brillanti scintille prodotte dai cristalli di diamante che risplendono al sole. Questi diamanti erano considerati oggetti magici e sacri, che potevano guarire le malattie e proteggere dagli spiriti maligni.

In alcune comunità del Congo: Queste tribù includono i Luba, i Kongo, i Mongo e i Zande e sono principalmente composte di agricoltori e pastori Questi vivono in villaggi organizzati in clan. Questi relativamente piccoli gruppi sono conosciuti per la loro cultura ricca e vibrante, che include la musica, la danza e l'artigianato. I loro miti si tramandano storie di spiriti o divinità che custodiscono le miniere di diamanti e ne influenzano la scoperta e la prosperità. Questi spiriti possono essere benevoli o malevoli, a seconda del comportamento dei minatori e della loro relazione con la natura. 

Alcuni esempi di questi spiriti sono:

Nzambi Mpungu: il dio supremo dei Kongo che ha creato il mondo e le sue ricchezze. Nzambi Mpungu ha donato i diamanti agli uomini per il loro benessere, ma ha anche imposto delle regole per il loro uso. Nzambi Mpungu può benedire i minatori onesti con fortuna o maledire i minatori avidi con sfortuna.

Nkisi: un termine generico usato dai Mongo e dai Zande per indicare gli spiriti della natura che abitano le miniere di diamanti e altri luoghi sacri. Nkisi possono essere invocati o placati con offerte e preghiere da parte dei minatori. Nkisi possono aiutare i minatori a trovare i diamanti o ostacolarli con ostacoli o pericoli.

Mwiri: uno spirito ancestrale dei Luba che protegge le miniere di diamanti e ne regola l’accesso. Mwiri richiede il rispetto delle norme tradizionali e delle pratiche rituali da parte dei minatori. Mwiri può premiare i minatori virtuosi con abbondanza di diamanti o punire i minatori trasgressori con carestia o malattia.

Luba: I Luba sono una tribù bantu del Congo (vedi sopra) che ha vissuto nella regione dello Shaba per secoli. Sono un popolo agricolo e artigianale che ha una ricca storia e cultura. I Luba sono conosciuti per la loro abilità nella lavorazione del ferro e del rame, e per la loro produzione di ceramiche e tessuti. I Luba, una tribù bantù del Congo, usavano i diamanti per realizzare amuleti e altri oggetti magici. Secondo la leggenda, i diamanti hanno poteri magici che possono proteggere dal male e portare fortuna. I diamanti erano indossati come amuleti dagli uomini e dalle donne Luba per proteggersi dalle malattie e dai pericoli.

I Ndebele: Gli Ndebele sono una tribù bantu del Sudafrica che si è separata dagli Zulu nel XVIII secolo. Si stabilirono nell’area del Transvaal, dove fondarono il Regno Ndebele. Il regno Ndebele era un potente stato militare che combatté contro i Boeri e gli inglesi. Gli Ndebele erano conosciuti per la loro cultura ricca e complessa, che includeva l’arte, la musica e la danza. Gli Ndebele usavano i diamanti per realizzare gioielli e decorazioni. Secondo la leggenda, i diamanti sono stati creati dagli dei per proteggere gli Ndebele dal male. I diamanti erano indossati dai capi Ndebele come segno di potere e autorità.

Gli Ovambo: Gli Ovambo sono una tribù bantu della Namibia che ha vissuto nella regione del Kunene per secoli. Sono un popolo agricolo e pastorale che vive in villaggi organizzati in clan. Gli Ovambo sono conosciuti per la loro cultura viva e vibrante, che include la musica, la danza e l’artigianato. Gli Ovambo usavano i diamanti per realizzare coltelli e altre armi. Secondo i racconti, i diamanti sono stati creati dagli spiriti degli antenati per proteggere gli Ovambo dai nemici. I diamanti erano incastonati nelle lame dei coltelli Ovambo per renderli più potenti e resistenti.

I Bambara: I Bambara sono una tribù mandinga della Guinea che ha vissuto nella regione del Sahel per secoli. Sono un popolo agricolo e mercantile che ha una ricca storia e cultura. I Bambara sono conosciuti per la loro abilità nella lavorazione del ferro e del legno, e per la loro produzione di tessuti e ceramiche. I Bambara usavano i diamanti per realizzare oggetti di culto religioso. Secondo la leggenda, i diamanti sono stati creati dagli dei per rappresentare la purezza e la perfezione. I diamanti erano incastonati in statuette e altri oggetti religiosi Bambara per rappresentare la divinità.

Tribù della regione del fiume Cuango: Queste sono tribù bantu che vivono lungo il fiume Cuango, che scorre attraverso l’Angola e la Repubblica Democratica del Congo. Queste tribù sono principalmente agricoltori e pastori, e vivono in villaggi organizzati in clan. Le tribù della Regione del fiume Cuango sono conosciuti per la loro cultura ricca e vibrante, che include la musica, la danza e l’artigianato. La regione del fiume Cuango in Angola è nota per la presenza di diamanti fin dall’antichità. Le tribù locali, come i Lunda, avevano familiarità con i diamanti e li consideravano oggetti di valore. Tuttavia, l’estrazione e il commercio dei diamanti in questa regione non erano così diffusi o sistematici come successivamente.

Tribù del Regno del Grande Zimbabwe: Il Regno del Grande Zimbabwe fu un impero africano che fiorì nella regione del sud-est dell’Africa tra il 1220 e il 1450. Il regno fu fondato da un popolo chiamato Shona, e si basava sulla lavorazione del ferro e del rame, e sul commercio. Il Regno del Grande Zimbabwe è noto per le sue imponenti mura e strutture in pietra, che sono un’importante testimonianza della sua cultura e civiltà. In questo centro di potere africano, le testimonianze storiche suggeriscono che i diamanti fossero conosciuti e utilizzati come ornamenti dalle élite della società. Tuttavia, le informazioni specifiche sulle tribù coinvolte e sulle pratiche legate ai diamanti in questa regione sono limitate.

Tribù del fiume Orange: Le tribù del fiume Orange erano un gruppo di tribù bantu che vivevano lungo il fiume Orange, che scorre attraverso il Sudafrica e il Botswana. Queste tribù erano principalmente agricoltori e pastori, e vivevano in villaggi organizzati in clan. Le tribù del fiume Orange erano conosciuti per la loro cultura ricca e vibrante, che includeva la musica, la danza e l’artigianato. Nella regione del fiume Orange, nell’attuale Sudafrica, sono stati scoperti reperti archeologici che suggeriscono una presenza di diamanti fin dall’antichità. Ciò indica che alcune tribù locali potrebbero aver avuto conoscenza dei diamanti nella regione, sebbene l’estrazione e l’utilizzo potessero essere limitati.

Non essendoci documenti scritti, non si conoscono molte leggende o tradizioni legate al diamante in Africa, se non alcune storie che lo collegano alla magia o alla protezione divina.

Si sottolinea che le informazioni sopra riportate potrebbero non essere completamente accurate, visto che le testimonianze storiche ad esse legate possono variare (molti dei racconti derivano da racconti tramandati oralmente).

Conclusione

Il diamante, una delle gemme più preziose e affascinanti del mondo, ha una storia antica e misteriosa in Africa. 

Prima che i giacimenti di diamanti fossero scoperti ufficialmente nel 1866 in Sudafrica, esistevano già diverse leggende, storie e testimonianze che parlavano di questa pietra scintillante in varie regioni del continente. 

Tuttavia, non sempre è facile distinguere tra mito e realtà, tra fonti attendibili e narrazioni fantasiose. 

La documentazione storica su questo argomento può essere scarsa o contraddittoria, e le tradizioni locali possono variare da luogo a luogo.

Si sono tramandate storie affascinanti su presunti diamanti legati a personaggi storici come Re Salomone e la regina di Saba, ma la loro veridicità storica è ancora oggetto di dibattito. 

Si è anche menzionato il possibile coinvolgimento dei fenici, dei greci, dei romani e dei berberi nel commercio di pietre preziose, anche se le prove dirette sono scarse.

Tuttavia, ci sono testimonianze storiche di viaggiatori e esploratori che hanno menzionato la presenza di diamanti in diverse regioni dell'Africa, spesso basate su osservazioni dirette o informazioni raccolte da fonti locali. 

Anche alcune tribù africane avevano leggende e tradizioni legate ai diamanti, considerati oggetti magici e sacri.

Nonostante la complessità della storia dei diamanti in Africa e la difficoltà nel separare mito da realtà, questo prezioso gioiello ha senza dubbio giocato un ruolo significativo nella cultura e nella storia del continente africano.


Fonti: "Diamonds in Africa: History, Culture, and Trade" by Jack V. Malefijt, "Diamonds: The Story of a Precious Stone" by Robert M. Shipley, "The Diamond: A History" by Richard Kurin, “History of Africa" by John Iliffe, "The Culture of Africa" by John Middleton and David Tait, "Africa: A Continent of Peoples and Cultures" by Martin W. Lewis and Karen E. Wigen, The Queen of Sheba and Her Only Son Menyelek sacred-texts.com/ , : The Land of Ophir and King Solomon’s Gold thoughtco.com43770, : The Suma Oriental of Tomé Pires archive.org, : The Perillous and Most Unhappy Voyages of John Struys, The Zulu People sahistory.org.za, : The San People sahistory.org.za, : Diamonds and the African Imagination www.jstor.org, The Luba, The Kongo, The Mongo The Zande The Ndebele metmuseum.org, britannica.com, namibian.org, diamonds.pro, miningzimbabwe.com, The Metropolitan Museum of Art, Leicestermercury.co.uk ChatGPT, Bard, Bing, Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXVII.15. Diodoro Siculo, Biblioteca storica, III.6-8, Erodoto, Storia, II.29-31. Strabone, Geografia, XVI.4.19 Eliano, Storia varia, XII.38 perseus.tufts.edu, Solino, De mirabilibus mundi, 45, Pomponio Mela, De chorographia, I.46-47, penelope.uchicago.edu, Speke, J.H., 1863. Journal of the Discovery of the Source of the Nile. Edinburgh: William Blackwood and Sons. archive.org/details/journalofdiscove00spek, Burton, R.F., 1856. First Footsteps in East Africa. London: Longman, Brown, Green and Longmans.

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