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Hildegard von Bingen: Gemme e Spiritualità medievale (versione breve)

Hildegard von Bingen (1098-1179), figura chiave del XII secolo, fu una monaca tedesca nota per le sue molteplici capacità. 

Scrittrice prolifica, musicista, medico e filosofa, contribuì a trasformare l'era oscura del Medioevo europeo. 

Le sue visioni, iniziate in giovane età, influenzarono opere come "Scivias", un testo teologico visionario approvato persino dal Papa.

Hildegard rivoluzionò anche il concetto di guarigione, sostenendo che le pietre preziose potessero modulare le emozioni e migliorare la salute. 

Gli smeraldi rappresentavano coraggio, rubini gioia e diamanti saggezza divina. 

Questa prospettiva medievale, benché non basata su analisi gemmologiche, dimostra la profonda conoscenza di Hildegard delle proprietà delle pietre dure.

Le sue teorie non si limitarono al fisico, ma includevano anche dimensioni spirituali. 

Associò le gemme a figure divine, mostrando un'interconnessione tra mondo fisico e spirituale. 

Le sue opere, scritte in latino medievale, richiedono traduzioni competenti per comprenderle accuratamente.

Nel XXI secolo, artisti come David Bowie e Von Blingin furono influenzati da Hildegard, dimostrando come le sue idee continuino a ispirare. 

Nel panorama spesso oscurato dell'epoca medievale, l'approccio illuminato e olistico di Hildegard von Bingen getta una luce preziosa su tempi spesso considerati oscuri.

Per chi ne vuole sapere di più

La saggezza perduta del Medioevo – Le gemme curative di Hildegard von Bingen

Il Medioevo europeo è davvero stato così oscuro e povero di avanzamento culturale e tecnologico come si dice. 

Difficile dare una risposta semplice e rapida a tale quesito, però alcuni personaggi hanno certo portato una luce in un’era che non sempre è ricordata per il suo abbagliante splendore. 

Uno di questi personaggi fu Hildegard von Bingen (1098-1179), religiosa, scrittrice, filosofa, medico e musicista tedesca, che fu una delle figure più rilevanti del XII secolo. 

Nata nel 1098, nella regione renana in Germania, Hildegard abbracciò la vita monastica sin da giovane. 

Nel 1136 divenne badessa del convento di Rupertsberg, luogo in cui trascorse il resto dei suoi giorni, morendo ad un’età molto avanzata per quell’epoca, a ben 83 anni. 

Forse fu la sua esistenza a rimanere come testimone secolare della validità dei suoi consigli. 

Nata a Bingen, una cittadina che oggi conta 25.000 abitanti, nella Germania occidentale, nella regione della Renania-Palatinato, fu una scrittrice estremamente produttiva, trattando una vasta gamma di temi, tra cui storia naturale, medicina, teologia e spiritualità. 

Hildegard von Bingen ebbe esperienze di visioni sin dalla giovane età, descrivendole come la capacità di percepire le cose nella luce divina attraverso i suoi sensi. 

Confidò inizialmente in Jutta von Sponheim, una donna nobile che si ritirò in un convento benedettino a Disibodenberg e in seguito condivise le sue visioni con Volmar, un monaco che divenne il tutore e consigliere della von Bingen dopo la morte di Jutta. 

All'età di 42 anni, ricevette una visione che le ordinava di scrivere ciò che vedeva e udiva. 

Superando i dubbi, iniziò a registrare le sue visioni nel suo testo teologico "Scivias". 

La badessa teutonica era convinta che queste rivelazioni provenissero da Dio. 

Le sue scritture ottennero addirittura l'approvazione del Papa Eugenio, conferendole credibilità. 

La concessione di tale "benedizione" era qualcosa di praticamente senza precedenti per una donna. 

Alla sua morte, le sue sorelle riferirono di aver visto fiumi di luce nel cielo. 

Ildegarda o HIldegarda (come viene chiamata in italiano) è considerata da molti la fondatrice dello studio della storia naturale scientifica in Germania. 

Tuttavia ciò che la rese famosa, non furono solo le sue qualità d’investigatrice, ma anche i suoi presunti poteri di guaritrice che si dice esercitasse attraverso l’utilizzo di tinture, erbe e pietre preziose. 

Ildegarda catalogò sia la sua teoria che la pratica nei suoi scritti.

Le sue opere includono tre volumi importanti di teologia visionaria; una varietà di composizioni musicali per l'uso liturgico, nonché il dramma musicale morale "Ordo Virtutum"; uno dei più grandi corpi di lettere (quasi 400) sopravvissute dal Medioevo. 

Le sue epistole erano indirizzate a corrispondenti che spaziavano da papi ad imperatori, da abati a monache e includono le registrazioni di molti dei suoi sermoni tenuti negli anni '60 e '70 del 1100. 

Una nota curiosa riguarda la creazione di un linguaggio inventato chiamato la "Lingua ignota" ("lingua sconosciuta"), anch’esso annoverato tra i suoi scritti. 

Due volumi sulla medicina naturale e rimedi impreziosiscono ulteriormente questa vasta collezione e, fortunatamente, sono riusciti a resistere le angherie del tempo e possono essere consultati ancora oggi. 

Tra i lavori minori vanno menzionati un commentario evangelico e due trattati di agiografia (studio critico della letteratura legata ai Santi). 

Ad affiancare questa ampia lista di lavori, esistono anche diversi manoscritti, che trattano delle sue teorie e che furono prodotti durante la sua vita, Tra essi, spiccano quello illustrato di Rupertsberg della sua prima opera importante, "Scivias"; il Codex Dendermonde, che contiene una versione delle sue opere musicali; e quello di Gand, un trattato sul suo ultimo lavoro teologico.

Alla fine della sua vita, e probabilmente sotto la sua guida iniziale, tutte le sue opere furono riunite ed edite nel singolo volume chiamato Riesenkodex. 

Il suo nome fu successivamente incluso nel Martirologio Romano, un libro che forma la base dei

calendari liturgici che ogni anno stabiliscono le feste religiose. 

Questo atto avvenne alla fine del XVI secolo, in seguito alla sua santificazione. 

La sua festa cade il 17 settembre.

Il lavoro che più interessa in questo articolo è il "Physica", un testo in cui la von Bingen esplora e tratta di diversi aspetti della natura, inclusi minerali, piante e animali. 

In questa ricerca personale, poi pubblicata, vengono discusse le proprietà curative e le virtù delle pietre preziose, oltre ad altre tematiche legate alla cura dell’essere umano. 

In tale tomo, la badessa tedesca delineò con minuzia i molteplici tipi di pietre preziose, le loro specificità, dal colore alle caratteristiche fisiche, e ne tratteggiò gli impieghi. 

Offrì altresì istruzioni su come estrarre tali gemme e su come renderle pronte per l'uso curativo e spirituale. 

Questa sua prospettiva rifletteva una comprensione profonda, molto avanzata rispetto ad altri scritti della sua epoca.

Gli otto capitoli del tomo erano organizzare in maniera tale da elencare le proprietà osservabili e medicinali di varie piante, minerali e gemme, pesci, rettili e animali.

Convinta che le gemme detenessero virtù spirituali e terapeutiche, Hildegard le utilizzò nella sua pratica medica per trattare una vasta gamma di disturbi. 

Ciascuna gemma, secondo lei, possedeva un potere curativo unico, capace di bilanciare i quattro umori del corpo, una concezione della salute, questa, tipica proprio del medioevo. 

Hildegard riteneva anche che le gemme stimolassero l'immaginazione e l'intelletto, promuovendo la crescita spirituale.

La gemma che compare in cima alle ricette di cui Hildegard si occupò approfonditamente è lo smeraldo. 

Essa incarnava "il verde della primavera", fungendo da stimolo per l'immaginazione e agendo come catalizzatore per un cambiamento positivo nella vita. 

Hildegard identificò altresì proprietà curative nello smeraldo, capaci di migliorare la vista e ridurre l'infiammazione. 

Inoltre, secondo la sua prospettiva, lo smeraldo era un ponte verso il mondo spirituale. 

Gli smeraldi, secondo lei, erano idonei per i disturbi oculari, i zaffiri per le febbri, mentre i rubini rafforzavano il cuore. 

Hildegard riteneva pure che i diamanti purificassero il sangue e lenissero svariati disturbi.

Un'altra pietra di rilievo, sebbene non sia in cima alla lista di quelle più preziose, è il diamante. 

Tra le varie idee religiose espresse, sono particolari quelle secondo cui il diavolo (in parallelo con la figura di Arimane) riconoscesse le virtù proprio di questa gemma. 

Stando a ciò che scriveva la von Bingen, ll diamante era in grado di resistere alle forze del diavolo soprattutto di notte (ma anche di giorno) ed era, quindi, il suo nemico giurato. 

L’autrice tedesca aggiunse anche che: "Dio ha dotato le pietre preziose di poteri miracolosi, soccorrono l'uomo nel corpo e nell'anima, bandiscono Satana e proteggono tutti gli esseri viventi dalla sua malizia, quindi il diavolo rifugge le pietre preziose e lo fa rabbrividire giorno e notte. "

Inoltre, il diamante "guarirebbe una persona solo se tenuta in mano mentre fa il segno della croce". 

L'efficacia sarebbe ulteriormente migliorata nel caso in cui il diamante venisse “portato nel letto del malato e riscaldato dal corpo o dalla bocca”.

Un altro effetto sarebbe che un “diamante posto nella bocca di un bugiardo o di una persona fastidiosa li avrebbe potuti curare.” (credenza di probabile origine ebraica).

Di seguito sono elencate alcune altre proprietà attribuite a questa pietra:

"... un diamante in bocca. È di tale virtù e di così grande forza che estingue la malizia e il male in loro. Ma chi è frenetico, bugiardo o irato dovrebbe sempre tenere un diamante in bocca. Con il suo potere sono dissipati questi mali.

Chi non è in grado di digiunare dovrebbe mettere questa pietra in bocca. Ridurrà la sua fame, permettendogli di digiunare per un periodo più lungo.

Colui che è affetto da paralisi o apoplessia, la malattia che si impadronisce del centro del corpo in modo che non sia in grado di muoversi, dovrebbe mettere il diamante nel vino o nell'acqua per un giorno intero e berla. Il male cesserà, anche se è così forte che le sue membra minacceranno di rompersi e l'apoplessia diminuirà.

Inoltre, uno con invidia dovrebbe mettere questa pietra nel vino o nell'acqua e berla, e lui sarà guarito.

Il diamante è di una tale durezza che nessun'altra durezza è in grado di superarlo. Sì graffia e fora il ferro. Né il ferro né l'acciaio sono in grado di tagliare la sua durezza. È così forte che non cede né si rompe prima di tagliare l’acciaio.

Poiché questa pietra si oppone al suo potere, il diavolo è ostile al diamante, e così, di notte e durante il giorno, il diavolo la disdegna…".

Lo zaffiro è un’altra delle gemme su cui Hildegard focalizzò le sue analisi. 

Ne descrisse la tonalità come "l'azzurro del cielo in estate, il colore del mare placido", attribuendogli il potere di placare la mente e infondere serenità. 

Lo zaffiro, secondo lei, poteva mitigare l'infiammazione e lenire il dolore. 

Inoltre, Hildegard sostenne che questa gemma fosse in grado di agevolare la connessione con piani spirituali superiori.

Ecco una lista di alcune delle pietre elencate individualmente dalla badessa con una traduzione approssimativa vedere i riferimenti in latino in fondo all’articolo):

(4) Berillo: contro le tossine. contro la rabbia

(9) Crisolito: (una pietra verde-gialla, forse il peridoto o il crisoberillo): contro le febbri. contro il dolore del cuore. contro un morso nel ventre. per preservare la conoscenza. contro gli umori deboli.

(10) Diaspro: contro la sordità. contro la corteccia (sì!). contro le fantasie contro il flusso dei fluidi. contro il vagabondaggio della mente.

(15) Ametista: contro le macchie del viso. contro il gonfiore, contro i tumori. contro i pidocchi

Oltre alle facoltà terapeutiche e spirituali, Hildegard postulava che le gemme avessero il potere di modulare le emozioni umane e indurre cambiamenti positivi. 

Alcune gemme, affermava, infondevano coraggio, mentre altre scatenavano gioia e felicità. 

Era convinta che questi cristalli potessero ristabilire l'equilibrio dei liquidi corporei, riflettendo così una prospettiva medievale sulla salute e alleviando il dolore, sia fisico che emotivo. 

Inoltre, questi materiali preziosi venivano associati a dimensioni spirituali. 

Ogni gemma, a suo parere, aveva una valenza spirituale unica, un veicolo per la connessione con il divino. 

Ad esempio, ella associò gli smeraldi all'arcangelo Raffaele e i rubini all'arcangelo Michele. 

I diamanti, invece, incarnavano la saggezza divina, simboli della luce di Dio, capaci di apportare chiarezza e comprensione spirituale.

È importante ricordare che al suo tempo non esistevano analisi gemmologiche e molte delle pietre venivano organizzate e riconosciute a seconda del colore e di altre caratteristiche rilevabili con gli strumenti dell'epoca. 

Questo dava adito ad errori nella catalogazione di alcune gemme. 

La sua vastità di conoscenze rifletteva una profonda familiarità con diverse gemme e le loro proprietà. 

Questa varietà sottolineava che la sua erudizione non era circoscritta a confini geografici, bensì rappresentava una saggezza diffusa dell'epoca.

È altresì vitale notare che le opere di Hildegard von Bingen vennero scritte in latino medievale, una versione della lingua differente da quella classica. 

Gli estratti dalle sue opere spesso richiedono traduzioni competenti per essere compresi accuratamente.

Le sue teorie riguardo alle gemme assunsero una rilevanza speciale in quanto riflesso della fede nell'efficacia curativa delle gemme nel contesto medievale, non sempre benevolo con questo tipo di pratiche. 

La sua comprensione e impiego delle gemme all'interno dei contesti medici e spirituali mettono in luce l'interconnessione tra il mondo fisico e spirituale in quell'era. 

L'approfondimento, da parte dell'autrice, della storia naturale e delle virtù curative di vari minerali, piante e animali, testimonia inoltre che la prospettiva olistica sulla salute non era una novità, ma una visione radicata da secoli. 

Le opere di Hildegard von Bingen evidenziano anche la sua visione olistica dell'essere umano e del mondo circostante; questo approccio mostra una curiosità e una luminosità intellettuale che forse non tutti conoscono e che forse portano un po' di luce a un momento storico che molti, non sempre a ragione, considerano oscuro.

Note di curiosità:

Quasi mille anni dopo, nel 2016, il famoso cantante britannico David Bowie inserì nella sua canzone "Blackstar" le parole: I want eagles in my daydreams, diamonds in my eyes che in italiano significavano "Voglio aquile nei miei sogni (ad occhi aperti), diamanti ai miei occhi." 

Molte persone ritennero che l’artista potesse essere stato ispirato da Hildegard von Bingen a causa delle notevoli somiglianze tra il testo della canzone e gli scritti della santa tedesca.

Inoltre, più di recente, un cantante poco noto di nome Von Blingin, creò un’abile reinterpretazione di un successo del 2010 dei Foster the People, Pumped Up Kicks, tramite un accattivante stile medievale con richiami alle musiche della von Bingen.

Alcune delle opere della badessa tedesca possono essere ascoltate tramite video messi su YouTube, basta inserire nella banda di ricerca il nome della erudita donna medievale.


Fonti: 9pedia.com, Wikipedia, archive.org, Secrets of God: writings of Hildegard of Bingen, openculture.com, americamagazine.org, Jstor.daily, britannica.com, chatGPT, Bard, Bing, worldhistory.org, gemselect.com

Per quelli ancora più curiosi...

Ecco, qui di seguito, una lista delle gemme citate in latino (con alcune variazioni ortografiche:

Sequitur tabula lapidum:

1. Smaragdus/maragdus, 2. Jacinctus, 3. Onichinus/Onichilus, 4. Berillus, 5. Sardonix/Cardonix, 6. Saphirus/Saphyrus, 7. Sardius, 8. Topazius/Topasius/Thopasius, 9. Crisolitus, Crisolirus, 10. Jaspis/Yaspis, 11. Prasius/Propandicum/lapis pretiosus bufonis]

12. Calcedonius/Caldedonius/Calcidonius/Celcidonius, 13. Crisoprassus/Ciropassus/Crisopassus, 14. Carbunculus, 15. Ametistus, 16. Achates /Agates, 17. Adamas/Adamans, 18. Magnes, 19. Ligurius, 20. Cristallus/Chorallus, Cerannus, Alabastrus, 21. Margarite/de margaritis, 22. Perlin/Perlun/Berlen [B: Elitropia], 23. Cornelion/Cornolion, 24. Alabastrum, (25.) Calx, (26. Vitrum), (27.) Altre pietre: De ceteris lapidibus ut Marmor, Alectorius, Celidonius, Yris, Gagathas, Dyamas, Dionisius, Cocis, Quirin, Jaspis; Allectorius, Iris, Gagates]

… ed alcune semplici descrizioni di alcune delle proprietà delle gemme, direttamente dal testo di Physica:

Incipit de lapidibus:

(1) Smaragdus Contra erisipilam. contra capitis dolorem. Contra saliue superfluitatem. contra uermium corrosionem.

(2) Jacinctus contra oculorum dolorem. contra febres interpolatas. contra maleficiorum irritationem. contra cordis dolorem et risus excessum.

(3) Onichinus contra oculorum dol(orem) et fumositatem. Contra cordis dol(orem) et lateris. contra stomachi dolorem. Contra splenis dol(orem). contra febres. contra tristitiam. contra boum mortalitatem.

(4) Berillus contra toxicum. contra iracundiam.

(5) Sardonix contra concupiscentiam. contra acute recidiuationem.

(6) Saphirus contra oculorum telam. contra oculorum apostemata. contra guttam. contra sensus debilitatem. contra iracundiam. contra obsessum. contra concupiscentiam.

(7) Sardius contra amentiam. contra surditatem. contra erisipilam. contra febres et humorum ebullitionem. contra ictericiam. Contra partus dificultatem.

(8) Tepacius (sic!) contra toxicum. contra oculorum caliginem. Contra febres. contra lepram. contra splenis uitium.

(9) Crisolitus Contra febres. contra cordis dolorem. contra morsus in uentre. ad scientiam conseruandam. contra prauos humores.

(10) Jaspis contra surditatem. contra cortizam (sic!). contra fantasias. contra humorum fluxum. contra mentis euagationem.

(11) Prasius contra febres. contra membrorum concussionem.

(12) Caldedonius contra iracundiam ut quiuis discrete loquitur.

(13) Crisoprassus contra guttam. contra iracundiam. contra toxicum. contra erisipilam. contra demoniacos.

(14) Carbunculus contra quaslibet infirmitates. contra capitis dolorem.

(15) Ametistus contra faciei maculas. contra tumorem. contra aranee fixuram. contra pediculos.

(16) Achates contra venenum ut homo sensatus fiat. contra epilentiam. contra lunaticam.

(17) Adamas contra malitiosos. contra frenesim. contra apoplexiam. contra icteritiam.

(18) Magnes contra incantationes

... ed infine un elenco completo delle opere conosciute di Hildegard von Bingen:

Scivias (1141-1151): opera teologica in tre volumi, in cui Hildegard descrive le sue visioni divine.

Liber vitae meritorum (1158-1163): trattato teologico in tre volumi, in cui Hildegard discute dei meriti della vita umana.

Physica (1151-1158): trattato di medicina, in cui Hildegard descrive le proprietà curative di piante, minerali e animali. I sotto-capitoli sono: Introduzione. Classificazione delle piante, animali e minerali. Proprietà delle piante, degli animali e dei minerali. Teoria dei quattro umori (sangue, flemma, bile gialla e bile nera). Diagnosi e terapia. Esempi di rimedi. Riflessioni filosofiche.

Causae et curae (1163-1179): trattato di medicina, in cui Hildegard discute le cause e le cure delle malattie.

Liber divinorum operum (1174-1179): trattato teologico e scientifico, in cui Hildegard discute della creazione del mondo e della natura di Dio.

Symphonia harmoniae celestium revelationum (1151-1158): poema mistico, in cui Hildegard descrive le sue visioni divine.

Ordo virtutum (1152): dramma liturgico, in cui Hildegard racconta la storia di Anima, una donna che viene salvata dal diavolo.

Lieder (1158-1179): raccolta di canzoni religiose e spirituali.

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